La ‘Nduja è un salume morbido, molto piccante, che può essere spalmato sul pane o aggiunto ad altre pietanze per dar loro gusto e consistenza. Sebbene sia tipica di tutta la Calabria, la ‘Nduja è originaria di Spilinga, in provincia di Vibo Valentia, dove il giorno 8 agosto si tiene una Sagra ad essa dedicata e che attira turisti da ogni parte d’Italia e non solo.

La notorietà di questo insaccato in gran parte del mondo è legata al massiccio esodo dei calabresi avvenuto nell’immediato dopoguerra, che hanno esportato la tradizionale ‘Nduja ovunque e soprattutto in America. Eppure sembra che le origini vadano ricercate in Francia, in una salsiccia chiamata andouille portata in Calabria da Gioacchino Murat durante il periodo napoleonico. Arrivata in Italia, però, fu modificata aggiungendo peperoncino e carne di maiale al posto delle frattaglie. Qualunque sia la sua storia, essa è nata certamente come alimento povero della tradizione contadina per sfruttare ogni singola parte del maiale, anche gli scarti.

La produzione della ‘Nduja calabrese è piuttosto semplice poiché è composta da alcuni tagli grassi di maiale (pancetta, guanciale e lardello) tritati finemente insieme al peperoncino, possibilmente locale (con preferenza per quello di Roggiano Gravina o San Marco Argentano) che conferisce al salame quel colore rosso acceso e non rende necessario l’uso di coloranti o di altre sostanze per la sua conservazione. Dopo aver inserito tutto l’impasto in un budello viene eseguita un’affumicatura, cui segue la stagionatura in un luogo adeguato.

La ‘Nduja è un alimento dal gusto deciso ma estremamente gustoso che si presta ad essere consumato da solo sul pane tostato, per accompagnare i formaggi, per realizzare saporiti condimenti per pasta o pizza e per dare un tocco diverso a qualsiasi altra pietanza, anche la più semplice. Da provare, ad esempio, sono i fagioli con la ‘Nduja da abbinare ad un buon bicchiere di vino rosso.