Lo Speck è un prodotto molto antico e tipico della zona del Sud Tirolo; le prime notizie di un prodotto simile si hanno, infatti, con scritti del 1200 in cui all’interno dei regolamenti per le macellerie tirolesi compare per la prima volta la parola Bachen. La sua etimologia deriva dal tedesco medioevale spec che significa grasso e spesso, ma non deve confondersi con quello del Nord Tirolo o quello austriaco che invece è molto più simile al prodotto che si identifica con il lardo.

La preparazione dello speck rispecchia le antiche tradizioni di conservazione della carne di maiale, in modo che la sua carne potesse essere commestibile per tutto l’anno. Dopo aver ucciso i maiali durante il periodo natalizio, il più adatto proprio perché più freddo, bisognava infatti provvedere alla loro trasformazione in modo che le carni di prosciutto potessero essere commestibili anche dopo svariati mesi.

E qui entra in gioco la grande maestria dei macellai sud tirolesi. Essi infatti riuscirono a coniugare i due diversi tipi di conservazione maggiormente utilizzati nell’antichità: la salatura e l’affumicatura, la prima tipica delle regioni a sud del Tirolo e la seconda invece di quelle a nord.

Lo speck nasceva, e nasce tuttora, dall’unione di questi due tipici metodi di conservazione, attraverso un primo passaggio con sale e aria, tipico delle tradizioni della penisola italiana, ed un successivo doppio passaggio di affumicatura usato nel nord Europa.

Lo speck Alto Adige IGP è, quindi, un’eccellenza locale che si presta perfettamente alla preparazione di ricette sfiziose o come gustoso piatto unico che stuzzica il palato con la sua sapiente affumicatura, frutto di tradizioni tramandate di famiglia in famiglia per decenni. Canederli con speck sono una ricetta locale tipica di questa regione ma è ottimo anche accompagnato da pane, formaggio ed un bicchiere di vino rosso per uno spuntino gustoso e nutriente. In Val di Funes, nel cuore dell’Alto Adige, nel mese di ottobre viene organizzata una festa interamente dedicata allo speck.